Carta di circolazione, patente e generalità

Da qualche giorno gira la notizia di un’incombente circolare ministeriale in base alla quale sarà prevista una multa di oltre 700 euro qualora non vi sia coincidenza fra due dati: le generalità del conducente di un veicolo risultanti dalla sua patente di guida, e quelle del soggetto intestatario del mezzo riportata nella carta di circolazione. Si lascia il lettore alla propria immaginazione circa l’isteria collettiva scatenata da tale notizia, sopratutto tra le famiglie, nelle quali si è soliti avere un’unico autoveicolo a disposizione di tutti.

Come spesso accade, la notizia è fortemente imprecisa

L’articolo di riferimento è il 94 comma 4 bis del Codice della Strada, il quale prevede che: “Fatto salvo quanto previsto dall’articolo 93, comma 2, gli atti, ancorché diversi da quelli di cui al comma 1 del presente articolo, da cui derivi una variazione dell’intestatario della carta di circolazione ovvero che comportino la disponibilità del veicolo, per un periodo superiore a trenta giorni, in favore di un soggetto diverso dall’intestatario stesso, nei casi previsti dal regolamento sono dichiarati dall’avente causa, entro trenta giorni, al Dipartimento per i trasporti, la navigazione ed i sistemi informativi e statistici al fine dell’annotazione sulla carta di circolazione, nonché della registrazione nell’archivio di cui agli articoli 225, comma 1, lettera b), e 226, comma 5. In caso di omissione si applica la sanzione prevista dal comma 3 “.

Innanzitutto, la norma in commento è stata introdotta nel Codice della Strada già quattro anni fa, dall’art. 12, legge 29 luglio 2010, n. 120 ( G.U. n. 175 del 29 luglio 2010 disegno tipo cartone animato di auto da corsa che sorreidesuppl. ord.). Quindi la paventata multa di 700 euro introdotta surrettiziamente da una circolare del Ministero altro non è, invece, che la sanzione prevista dal C.d.S. per i contravventori dell’obbligo di cui sopra (art. 94 comma 3 C.d.S.: “Chi non osserva le disposizioni stabilite nel presente articolo è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da euro 711 a euro 3.554“).

Molto rumore per nulla

Quindi, la suddetta circolare altro non è che una specificazione dei casi concreti in cui si troverà ad operare la “nuova” fattispecie del Codice della Strada, che è cosa ben diversa! 

L’atto in questione è la circolare del Ministero delle Infrastrutture e dei trasporti 15513 del 10 luglio 2014, e basta leggerne l’incipit per rendersi conto che né le famiglie né altre fasce “deboli” della cittadinanza sono toccate da tale provvedimento. Chi si mette alla guida dell’auto di famiglia non è destinatario della norma, atteso che l’ambito oggettivo di operatività della norma non lo prevede. E’ sufficiente che il famigliare intestatario e il guidatore dell’automobile abbiano lo stesso indirizzo di residenza, e che corrisponda a quello riportato sulla carta di circolazione.

Le categorie incluse sono invece le società di noleggio senza conducente, i trustee, i locatari nel caso di leasing e gli usufruttuari.

-dott. Stefano Gazzella-

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