Responsabilità dell’appaltatore per lavori eseguiti nel condominio

La Corte di Cassazione ha recentemente chiarito che, nell’ambito di un contratto di appalto, la responsabilità per i danni derivati a terzi nell’esecuzione dell’opera è dell’appaltatore.

Nel caso di specie, il contratto era stato stipulato per l’esecuzione di lavori di riparazione di un tetto condominiale, quindi di proprietà comune e non esclusiva di uno dei singoli condòmini. Uno di essi lamentava di aver subito ingenti danni al proprio appartamento e a ciò che vi era contenuto a causa della negligenza della ditta nell’esecuzione dei lavori, e dell’amministratore che non aveva vigilato sugli stessi.

Il principio espresso dalla Suprema Corte (Cass. Civ. Sez. III 30.09.2014 n. 20557), in questi disegno stilizzato di un camioncino con annessa gru e cancio per eseguire lavori a grandi altezze.casi, è che chi esegue una prestazione o un’opera nell’ambito di un contratto di appalto, lo fa con organizzazione e mezzi propri. La conseguenza che deriva per l’appaltatore da tale autonomia non può essere quindi che la totale assunzione su di sé di tutti i rischi connessi.

Infatti, ha affermato la Corte che: “La figura del direttore dei lavori (ruolo in questo caso ricoperto dall’amministratore del condominio), ha la funzione di tutelare il committente nei confronti dell’appaltatore, vigilando che l’esecuzione dei lavori abbia luogo in conformità con quanto stabilito dal capitolato d’appalto, senza che da ciò derivi a suo carico una responsabilità per la cattiva esecuzione dei lavori, che resta imputabile alla libera iniziativa dell’appaltatore, ovvero per l’omessa costante vigilanza in relazione a profili marginali dell’esecuzione dell’opera”.

Le eccezioni al principio 

La corresponsabilità del committente può tuttavia residuare in alcune ipotesi:
– quando chi commissiona le riparazioni lo fa scegliendo un’impresa del tutto inadeguata (culpa in eligendo), e l’evento lesivo sia direttamente riferibile a tale scelta;
– qualora il committente abbia, in base a pattuizioni, diretto ed organizzato lavori e loro modalità, rendendo l’appaltatore mero esecutore degli ordini impartiti;
– nel caso in cui chi ha commissionato l’opera abbia violato i generali doveri di cautela derivanti dall’art. 2043 c.c. (principio del neminem laedere).

-dott.ssa Erika Violante-

Be Sociable, Share!
Ti è piaciuto questo articolo?
Richiedi consulenza su questo argomento:

info@centrosarg.com

Add a Comment

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Condivisioni:
CrestaProject