Installazione di impianto di riscaldamento autonomo in condominio: costi e spese

Qualora il singolo condomino opti per il distacco dalla centrale del riscaldamento centralizzato condominiale e l’installazione di un proprio impianto autonomo, non viene meno il suo obbligo di contribuire alle spese.

Lo ha sancito la Suprema Corte di Cassazione nella sentenza n. 9525 del 2014.  Il caso in questione riguardava appunto il distacco di un condomino dall’impianto centralizzato. L’amministratore continuava ad imputargli spese relative al riscaldamento condominiale e per di più l’assemblea, con una delibera assunta successivamente, ripartiva anche in capo al condomino distaccato il costo per l’acquisto del carburante dell’apparato.

Il condomino distaccato potrebbe essere costretto a continuare a pagare le spese per il riscaldamento condominiale

Nel respingere le doglianze del singolo proprietario, la Corte ha sottolineato e ribadito dei punti fondamentali in tema di distacco dall’impianto centralizzato condominiale per installare un impianto autonomo. Si precisa che, attesa la riforma intervenuta in materia, l’attuale art. 1118 comma 4 c.c., permette espressamente il distacco del disegno stilizzato di una stufetta a carbone.condomino dall’impianto centralizzato, mentre la vicenda oggetto di giudizio risale agli anni 2000. Tuttavia permangono a tutt’oggi determinate condizioni che devono essere necessariamente rispettate.

Innanzitutto, dal distacco non deve derivare per gli altri condomini un aggravio dei costi relativi al riscaldamento. Tale sarebbe la ripartizione in capo ai condomini “centralizzati” della quota per il riscaldamento dovuta in origine dal proprietario distaccato, qualora dal suo distacco non consegua una diminuzione del consumo della caldaia e del costo di esercizio dell’impianto. Il principio non appare stigmatizzabile: infatti, in assenza di una proporzionale diminuzione delle spese per gli altri condomini, sugli stessi graverebbe, oltre alla propria, anche la quota spettante al condomino distaccato, e ciò sarebbe certamente ingiusto.

Inoltre, non devono verificarsi squilibri nel funzionamento dell’impianto, che è progettato per funzionare ad un certo regime e per un determinato numero di diramazioni. Il singolo a tale proposito, prima di effettuare il distacco, dovrà munirsi del progetto e dell’asseverazione di un tecnico che accerti l’assenza di impedimenti, nei termini suesposti, alla realizzazione dell’impianto autonomo.  

-dott.ssa Erika Violante-

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