Condomini, occhio alla bacheca!

Sin dall’emanazione del Codice della Privacy (d.lgs. 196/2003), il Garante è intervenuto più volte per definire i confini della diffusione lecita dei dati personali, avendo cura di tutelare quella riservatezza che ad oggi è riconosciuta come parte del diritto alla personalità.

La tutela della privacy

In occasione della riforma del condominio avvenuta nel 2013, ha provveduto a redigere un vero e proprio vademecum “Il condominio e la privacy” che va ad affrontare tutte le tematiche più comuni e di maggiore rilevanza. Il motivo di questo intervento mirato è dettato dall’evidenza dei fatti: il condominio è luogo di aggregazione, nonché di stretta convivenza, e per tale motivo va sempre posto un bilanciamento fra trasparenza e riserbo, informazione e rispetto.

disegno di un foglietto tipo post-it attaccato alla bacheca con una puntinaLa bacheca condominiale, nondimeno, ha fornito non pochi spunti di riflessione: certamente svolge la funzione di ospitare le comunicazioni dell’amministratore volte a tenere informati i condomini, ma fino a che punto?

La diffamazione tramite bacheca condominiale

Una recente sentenza di Cassazione ( sez. Feriale, 28 agosto – 26 settembre 2014, n. 39986) ha ribadito il carattere diffamatorio delle informazioni sui condomini morosi pubblicate in bacheca in quanto misura eccessiva e screditante, nonché rivolta non solo agli interessati (ovverosia agli altri condomini) ma anche a eventuali terzi che non avrebbero alcun interesse né giovamento dalla conoscenza di tali informazioni.

Gli avvisi vietati, a detta del Garante della Privacy, sono tutti quelli che contengono dati personali riferibili ai singoli condomini o affittuari.

Pertanto, oltre alle “liste nere” di quanti non pagano, è sempre meglio evitare in quanto potenzialmente illeciti tutti gli avvisi rivolti a specifici inquilini comunque individuabili (ad es. “Si prega ai condomini dell’interno 20 di…” o anche “I sigg.ri Rossi…”, nonché “Gli inquilini del 3° piano...”): piuttosto, è il caso che l’amministratore provveda ad una comunicazione personale e riservata, o allo strumento dell’assemblea.

Inoltre, è considerata una violazione della privacy anche la pubblicazione in lista dei posti auto riservati e la relativa targa dal momento che sono dati che così verrebbero resi accessibili anche a soggetti terzi; per lo stesso motivo, i verbali di assemblea non possono essere resi pubblici in bacheca (anche qui, è opportuno che si depositino i verbali all’interno delle singole cassette postali).

Il corretto equilibrio perché le informazioni possano considerarsi lecitamente diffuse

Tutto ciò non significa che il singolo condomino non abbia diritto ad accedere alle informazioni, anzi.

In attuazione dei principi di trasparenza e correttezza della gestione dell’amministrazione condominiale ciascuno ha diritto al pieno rendiconto, con anche la lista di morosi, i quali non possono in alcun modo “celarsi” dietro il paravento fornito dalla privacy fintanto che tale informazione non sia divulgata a soggetti terzi.

Per concludere, dunque, le sole informazioni a trovare ospitalità sulla bacheca del condominio possono (e devono) essere quelle di carattere generale, come ad esempio le indicazioni di determinate scadenze, malfunzionamenti e interventi, e qualsiasi altra che comunque non abbia come effetto la diffusione di dati dei singoli condomini.

Qualsiasi altra comunicazione individuale, o che comunque coinvolga informazioni relative a singoli soggetti, va compiuta utilizzando o l’assemblea (dal momento che ogni condomino si considera interessato a tali informazioni e ha il relativo diritto di accesso), o altrimenti le singole cassette delle lettere.

-dott. Stefano Gazzella- 

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