Cenni sulla guida in stato di ebbrezza

A ridosso della stagione estiva, siamo più propensi ad uscire, un giro con gli amici, una passeggiata con il partner, magari godendo di una bevanda rinfrescante che contribuisca ad eliminare lo stress della giornata. Ed allora ci concediamo un bicchiere di vino, una birra o magari un cocktail. Tuttavia l’atmosfera conviviale, non deve portarci a sottovalutare le possibili conseguenze di questi attimi di distrazione. Infatti dobbiamo sempre tener presente che anche un solo bicchiere di vino potenzialmente può esporci a sanzioni amministrative o persino penali laddove ci mettessimo alla guida.

Chiariamo il concetto

Il Codice della Strada prevede una soglia di tolleranza del tasso etilico nel sangue pari a 0,5 g/l. Si tratta di un valore che va accertato con l’ausilio di strumenti tecnici, classico esempio l’alcoltest in dotazione alle forze dell’ordine. Tenete presente però che secondo un cospicuo orientamento giurisprudenziale, lo stato di ebbrezza può essere accertato con qualunque mezzo e quindi anche su base sintomatica ed indiziaria, indipendentemente dall’accertamento strumentale (Cass. sez. IV, n. 28787/2011), sebbene tale valutazione sia poi largamente opinabile.

Comunque, a prescindere dalle modalità di accertamento, è irrilevante che siate o meno avvezzi a “reggere” l’alcol o che non vi sentiate ubriachi. Si tratta di un parametro legale al cui superamento si riconduce un rallentamento medio dei riflessi, idoneo ad incidere negativamente sulle capacità di guida.

Nei locali si trovano di sovente delle tabelle indicative

Così da renderci edotti circa le quantità che possiamo bere senza superare il limite di legge, rapportati al volume etilico, al peso, al sesso, ed al fatto che siamo o meno a stomaco pieno. Tuttavia ricordate che si tratta di informazioni a mero scopo indicativo, pertanto il livello di alcol nel sangue è suscettibile di variazioni ad esempio a seconda del lasso temporale intercorso tra il consumo della bevanda e il momento del controllo. Ma, soprattutto potrebbe risultare alterato dall’assunzione di alcuni medicinali.

La normativa

Fatte queste premesse, le conseguenze previste dagli artt. 186 e ss. del Codice della Strada sono diverse a seconda del tasso alcolemico. Se siete al di sotto di 0,5 nessun problema. Se invece il tasso è superiore al predetto parametro, ma entro 0,8 g/l, la sanzione principale è rappresentata dal pagamento di una somma da Euro 531 a 2.125; a ciò si aggiunge la sanzione accessoria della sospensione della patente da tre a sei mesi. Se invece il tasso rilevato superiore a 0,8 g/l fino a 1,5 l’ammenda viene aumentata ad una somma compresa tra Euro 800 a 3.200. in questo caso è altresì previsto l’arresto fino a sei mesi.

Attenzione! Non si tratta di sanzioni alternative, ma cumulative, cui si aggiunge la sospensione della patente da sei mesi ad un anno. Ancora, se avete proprio esagerato ed il vostro tasso etilico è superiore a 1,5 g/l l’ammenda sarà quantificata tra euro 1.500 e euro 6.000; l’arresto da sei mesi ad un anno. Anche in tal caso la sospensione della patente da uno a due anni. Se il veicolo non è di vostra proprietà raddoppia la durata della sospensione della patente. Se invece avete commesso lo stesso reato nell’ultimo biennio è prevista la revoca della patente.

La legge prevede inoltre il sequestro del veicolo e, successivamente all’emissione della sentenza, la confisca dello stesso, salvo appartenga a terzi estranei al reato. Un ulteriore aggravio è poi disposto laddove la violazione di legge sia stata commessa tra le ore 22 e le ore 7. A questo punto è necessaria una ulteriore specificazione.

E se si provoca un incidente?

automobile stilizzata nera su sfondo bianco che sbanda pericolosamente verso destra e sinistraTutte queste sanzioni, più o meno severe, sono comminate per il mero accertamento del tasso etilico. Se invece provocate un incidente le pene sono raddoppiate.

Diverso regime è previsto per i neopatentati e per i conducenti professionali (taxi, autobus, ecc.). In caso di accertamento di un valore corrispondente ad un tasso alcolemico non superiore a 0,5 g/l, è prevista una sanzione da 155 a 624 euro e la decurtazione di 5 punti sulla patente. Negli altri casi le sanzioni sono aumentate.

Il divieto vale per tutti i veicoli?

Una puntualizzazione. Il codice della strada all’art. 186 afferma “ E’ vietato guidare in stato di ebbrezza”. In questa definizione si annoverano tutti i mezzi che vengono “guidati” e perciò non solo le automobili, i motocicli e ciclomotori, camion e similari, ma altresì le macchine a trazione animale e i velocipedi, quali ad esempio le biciclette. Quindi tutte le predette sanzioni si applicano anche per la guida di biciclette.

Come recentemente chiarito dalla Corte di Cassazione, anche queste, al pari delle automobili sono mezzo idoneo ad “interferire sulle generali condizioni di regolarità e di sicurezza della circolazione stradale” (Cass. Pen. IV Sez., 02.02.2015, n. 4893). Quindi se avete bevuto è preferibile, nell’opinione della Cassazione, condurre il velocipede a mano. In questo caso la configurabilità del reato è esclusa, in quanto si è considerati alla stessa stregua dei pedoni (in tal senso Cass. civ., Sez. III, 07/01/1991, n. 57) e pertanto sarete tenuti solo al rispetto delle comuni regole di diligenza e prudenza.

In ogni caso non potrà esservi applicata la sanzione accessoria della sospensione della patente, proprio perché non necessaria alla conduzione di questi veicoli.

Un po’ di dati

Passiamo poi ad una nota dolente. Statisticamente un incidente stradale su quattro è provocato da un guidatore in stato di ebbrezza. Anche alla luce dei recenti fatti di cronaca, si registra un quadro di allarmismo generale ed emergono esigenze di trattamenti penali ben più rigidi. Orbene l’attuale assetto normativo prevede che in caso di incidente stradale con uno o più vittime, si applicano le norme dettate dal codice penale per l’omicidio colposo, con l’ulteriore aggravante della violazione del codice della strada.

Quindi, semplificando, il nostro ordinamento riconosce la gravità del fatto, ma dal punto di vista dell’elemento psicologico del trasgressore, integra una gravità inferiore all’omicidio doloso. Uccidere una persona con la volontà di farlo, è diverso dal causare una vittima in conseguenza di un incidente. L’art.589 c.p. (omicidio colposo) prevede, per tale ipotesi, una pena compresa tra i 3 e i 10 anni di reclusione, per arrivare fino a 15 anni nei casi più gravi. Tuttavia data la presenza di attenuanti di vario genere spesso la sanzione irrogata concretamente risulta essere di gran lunga inferiore.

Prospettive di riforma

Proprio per questo, è attualmente al vaglio l’approvazione di una normativa ad hoc con applicazione di sanzioni ben più gravi. È da sottolineare che il testo di legge è ancora suscettibile di modifiche. Basti pensare che in un primo tempo si prospettava la previsione del “dolo presunto”.

Questa figura, ad oggi inammissibile nel nostro ordinamento, sta a significare che in caso di incidente provocato in stato di alterazione alcolica, si presume che il soggetto l’abbia causato consapevolmente e volontariamente. Tale elemento è poi stato modificato. Per il momento è dato sapere che le nuove norme si applicheranno sia alla circolazione stradale che a quella dei natanti. E che le pene previste comporteranno la reclusione fino a 18 anni e la sospensione della patente fino a 30 anni, per i casi di maggiore gravità, ad esempio laddove si causi il sinistro nel corso di un’inversione di marcia. Ma è tutto ancora da confermare.

Chi sa cosa sarà previsto nel caso di guida di biciclette in stato di ebbrezza…

Per il momento, a prescindere dalle promesse sanzionatorie, quando ci dilettiamo con qualche drink o comunque siamo distratti alla guida, ricordiamoci dei danni che possiamo provocare a noi stessi ed agli altri.

-dott.ssa Silvia Crisopulli-

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