Omessa comunicazione all’imputato dello spostamento degli uffici giudiziari

Con il Decreto 7 settembre 2012, n. 156  è stata disposta la “Revisione delle circoscrizioni giudiziarie”: un atto che, in attuazione della c.d. spending review, ha determinato la chiusura di decine di Procure e Tribunali, e centinaia di Uffici del Giudice di Pace.

Si ridisegna la geografia giudiziaria

A fronte dei cospicui benefici economici per lo Stato – che risparmierà sulla manutenzione, gestione ed eventualmente locazione delle ormai ex sedi giudiziarie (ma non anche sugli “stipendi” dei Magistrati e degli impiegati, i quali verranno riassorbiti negli Uffici giudiziari centrali)- sono stati molti anche i disagi per l’utenza, primi tra tutti gli avvocati.

Questo smantellamento, infatti, non ha seguito un iter unitario per tutte le Sedi giudiziarie interessate dai provvedimenti di chiusura: i termini sono stati diversificati o, in alcuni casi, sono stati proposti dei ricorsi avverso il Decreto che ne disponeva la chiusura avanti al Tar competente.

Omessa comunicazione al difensore

Non è stato infrequente che ci si recasse in udienza presso il Giudice di Pace che fino al giorno prima sembrava essere perfettamente in funzione, trovando la porta d’ingresso inesorabilmente sbarrata; l’avvocato di città, inassiduo frequentatore dei Giudici di Pace di paese, rischiava così di perdere l’udienza, e di subire le ire del cliente.
vignetta spiritosa in cui è ritratto un pellerossa intento a creare segnali di fumo con un falò e una coperta

Perché– si chiede il difensore furibondo, e non manca di rappresentare al Giudice- non sono stato avvertito?

Perché la cancelleria non ha inviato comunicazioni, nonostante oggi con la PEC (posta elettronica certificata, dal valore legale di una raccomandata) gli avvisi agli avvocati possono essere fatti in tempo reale e senza costi?

La laconica risposta del Magistrato è pressappoco sempre la stessa: il fatto è notorio, il Decreto è in vigore da tempo, gli aggiornamenti circa l’avvicendarsi delle chiusure sono pubblicati sul sito internet del Ministero della Giustizia, consultabile da tutti.

Insomma, il dovere di aggiornamento che ricade sul Professionista forense investe necessariamente, per i giudici, anche l’aspetto della c.d. geografia giudiziaria.

Omessa comunicazione all’imputato

Se questo vale per gli avvocati, non può però dirsi lo stesso per i loro assistiti. Nel processo penale, dove all’imputato deve essere riconosciuto il diritto di partecipare alle ‘proprie’ udienze, l’aver omesso di effettuare a questi avviso dell’avvenuto spostamento dell’Ufficio giudiziario può concretizzare una vera e propria violazione del diritto di difesa, garantito dall’art. 24 della Costituzione.

Conseguenze

Si è dunque affermato (Cassazione Penale, Sez. V, sentenza 28 marzo 2013 n. 14691) che in tema di rinvio in prosecuzione del processo ad altra udienza, l’omesso formale avviso all’imputato, già presente, della celebrazione della successiva udienza in altro edificio diverso da quello in cui sino a quel momento si era celebrato il processo con la partecipazione dello stesso imputato, integra una nullità procedurale.
Tale tipo di nullità non è equiparabile all’omessa citazione e non integra la nullità assoluta ed insanabile di cui all’art. 179, co. 1, c.p.p., ma, eventualmente, solo la nullità di cui all’art. 178, co. 1, lett. c), c.p.p., definibile come nullità a regime intermedio, che è sanata, ai sensi dell’art. 183, co. 1, lett. b) dalla partecipazione del difensore di fiducia che ha assistito l’imputato nelle udienze precedenti, alla udienza immediatamente successiva che si svolge nei nuovi edifici, senza sollevare la relativa eccezione.

Ma qualora il difensore dell’imputato, alla prima udienza utile (la prima che ha svolgimento nei nuovi uffici) eccepisca la prodotta nullità ai sensi dell’art. 182, co. 2, c.p.p., il Giudice dovrà necessariamente concedere un rinvio per consentire alla Cancelleria di adottare provvedimenti idonei a rendere edotto l’imputato dell’avvenuto cambio di sede.

Due casi concreti

La Suprema Corte di Cassazione ha espresso tali principi in una sentenza nella quale decideva però a sfavore della ricorrente, imputata in un procedimento penale per ingiuria: questo perché l’eccezione circa il cambio di sede era stata tardiva, essendo stata formulata per la prima volta solo con i motivi di appello avverso la sentenza di condanna del Giudice di prime cure.

Recentemente un Giudice di Pace del Lazio – sempre in ordine ad un procedimento per ingiuria- ha accolto l’eccezione sollevata dalla difesa di quattro imputati ai quali, presenti alla precedente udienza, era stata comunicata la data del rinvio ma non l’ubicazione del nuovo Ufficio giudiziario (che nel caso concreto distava più di mezz’ora di automobile da quello originario!). Riconosciuta l’impossibilità di presenziare all’udienza benché ne avessero diritto, e valutato che questo diritto era sempre stato esercitato (erano stati presenti a tutte le altre udienze), il Giudice ha ritenuto di dover necessariamente rinviare il dibattimento, prescrivendo che a cura della sua cancelleria fosse notificato agli imputati il verbale dell’udienza celebrata in loro assenza, e comunicata la nuova sede del processo.

-dott.ssa Sabrina Grisoli-

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