Violazioni del codice della strada e maggiorazioni in cartella esattoriale

Molto spesso nelle cartelle emesse da Equitalia per le sanzioni derivanti da violazione del Codice della Strada, vengono segnalati addebiti con causale “magg. l. 689/81” o formula equivalente (rinviando ad una legge di depenalizzazione). Ma cosa significa?
vignetta raffigurante un vigile con in mano una multaCosì recita l’art. 206 del C.d.S. “la riscossione delle somme dovute a titolo di sanzione amministrativa pecuniaria è regolata dall’art. 27 della stessa legge 24 novembre 1981, n. 689“, secondo cui “la somma dovuta è maggiorata di un decimo per ogni semestre a decorrere da quello in cui la sanzione è divenuta esigibile e fino a quello in cui il ruolo è trasmesso all’esattore. La maggiorazione assorbe gli interessi eventualmente previsti dalle disposizioni vigenti“.

Il problema interpretativo

Tale norma confligge in modo abbastanza macroscopico con l’art. 203 C.d.S. per cui “Qualora nei termini previsti non sia stato proposto ricorso e non sia avvenuto il pagamento in misura ridotta, il verbale, in deroga alle disposizioni di cui all’art. 17 della legge 24 novembre 1981, n. 689, costituisce titolo esecutivo per una somma pari alla metà del massimo della sanzione amministrativa edittale e per le spese di procedimento“: ci si trova di fronte ad una doppia sanzione (aumento fino alla metà del massimo edittale e maggiorazione) per lo stesso fatto (ritardo nel pagamento).

Per tale motivo, la Corte di Cassazione (sentenza 3701/2007), dando chiara indicazione all’applicazione della norma ai giudici di merito, ha ritenuto di censurare tale pretesa esattoriale chiarendone la natura prettamente sanzionatoria (e non risarcitoria), e consentendo così al debitore di proporre opposizione ex art 615 c.p.c. con istanza di sospensione dell’efficacia esecutiva della cartella esattoriale ricevuta (avendo cura di fornire ogni indicazione utile a rilevare l’ingiustizia della pretesa esattoriale e il grave pregiudizio che andrebbe a prodursi con l’esecuzione). Secondo la più recente giurisprudenza (Giudice di Pace di Salerno, sent. 01.05.15 Vingiani), ad ogni modo, la domanda per essere pienamente accoglibile non dovrebbe essere diretta a voler conseguire la nullità dell’intera cartella bensì solamente la nullità parziale della stessa, con il riconteggio delle debenze secondo adeguati canoni di certezza e liquidità delle somme indicate.

-dott. Stefano Gazzella-

Be Sociable, Share!
Ti è piaciuto questo articolo?
Richiedi consulenza su questo argomento:

info@centrosarg.com

Add a Comment

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Condivisioni:
CrestaProject