Responsabilità civile del Ministero della Giustizia per omessa sicurezza nei Tribunali

di: avv. Sabrina Grisoli

Vi segnaliamo una interessante pronuncia della Cassazione Civile, la n. 16508 del 05-07-2017, che fa il punto in tema di responsabilità per omessa sicurezza nei locali dei Palazzi di Giustizia

L’episodio da cui origina la pronuncia, seppure non recente (parliamo del 2002) è tuttavia attuale, atteso che negli ultimi tempi sono stati numerosi gli eventi balzati agli onori della cronaca ed in ordine ai quali si profilano problemi circa l’individuazione delle responsabilità.

Dai fatti di Milano del 2015, a quelli di Perugia e Roma del 2017, il tema della sicurezza è ora più sensibile che mai, e i Magistrati la invocano a gran voce.

In questa pronuncia, il tema viene declinato sotto altro aspetto, pur sempre connesso a quello principale della responsabilità del Ministero per l’incolumità dei Giudici: l’aspetto della tutela della sicurezza di tutti gli altri soggetti (cittadini, avvocati) che si trovino a qualunque titolo in Tribunale.

Dalla sentenza in commento, in particolare, può essere estrapolato il seguente passo che sintetizza il principio di diritto ricavabile dal testo:

Non va dimenticato — e sul punto si tornerà di qui a poco — che i palazzi di giustizia sono luoghi dove tutti i cittadini hanno la facoltà e, in certi casi, il dovere di recarsi, sia per l’esercizio e la tutela del proprio diritto di difesa, che è garantito dall’art. 24 Cost., sia per lo svolgimento di funzioni ancillari (si pensi all’ufficio di testimone) che sono pure di primaria importanza per il corretto svolgimento della funzione giurisdizionale. Introdurre una differenza tra lavoratori del settore giustizia e soggetti presenti occasionalmente all’interno dei palazzi di giustizia appare, pertanto, come fuorviante e non rispondente allo spirito della norma regolamentare in questione.
Da tanto consegue che correttamente la Corte d’appello di Milano ha interpretato l’art. 2 cit. come norma che pone a carico del procuratore generale della corte d’appello l’obbligo di garantire la sicurezza interna di tutti i soggetti a qualunque titolo presenti all’interno dei palazzi di giustizia”
.

“I palazzi di giustizia non sono soltanto, come si è detto, luoghi dove i cittadini hanno il diritto di recarsi per la tutela di un diritto costituzionale, ma sono anche luoghi caratterizzati per natura da una conflittualità che può essere anche molto accesa. Non è possibile istituire un confronto tra quanto avviene nei palazzi di giustizia e in altri uffici pubblici, perché i primi sono, per così dire, istituzionalmente devoluti alla composizione dei conflitti; sicché non si potrebbe sostenere che l’obbligo di protezione dell’incolumità dei presenti all’interno di un palazzo di giustizia possa essere trasposto, senza modifiche, in rapporto ad altri uffici pubblici. Il cittadino che si reca in un palazzo di giustizia per la difesa di un proprio diritto o per svolgere un dovere gravante a suo carico deve poterlo fare nella piena tranquillità della sua sicurezza ed incolumità personale, pur sapendo che quello è un luogo in cui tipicamente si risolvono conflitti”.

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